Adolescenti depressi e aggressivi? La pandemia ha solo accelerato un processo già in atto

Il dottor Pincherle, neuropsichiatra infantile dell’ Asur Marche:"Siamo nell’era della psichiatrizzazione dell’età evolutiva”

Un'ondata di richieste di sostegno psicologico che vedono sempre più protagonisti i giovani, complice la pandemia.
Un evento impetuoso che ha destabilizzato la vita di tutti, paralizzato interi settori economici e modificato gli stili ed i ritmi di vita precedenti. Un punto zero, dal quale però non si è più riusciti a ripartire per trovare una normalità. Un clima, anche complicato dalle varianti, che sta generando una stanchezza psicologica diffusa.

A soffrirne le conseguenze in termini di salute mentale sono soprattutto i giovani, i quali devono far fronte a pesanti restrizioni per la loro età: il Covid ha modificato all'improvviso la loro vita sociale, sportiva e scolastica.
Con esiti psicologici gravi, in particolare sui ragazzi già fragili.

A dirlo anche i numeri segnalati dal dottor Maurizio Pincherle, direttore della struttura complessa di Neuropsichiatra infantile di Macerata Asur Marche che lancia un allarme: "Da settembre ad oggi abbiamo rilevato un aggravamento della situazione, con un aumento preoccupante di richieste di aiuto ai servizi pubblici psichiatrici, dalle 127 del 2019 alle 242 del 2020 con un incremento del 30% degli appuntamenti telefonici - spiega l'esperto - . Ma non ci stupisce, perché la pandemia ha in realtà solo slatentizzato problematiche che erano già in corso, l'emergenza sanitaria legata al Covid ha amplificato un trend che va avanti così da anni."

In pochi mesi c'è stato un boom di richieste di aiuto psichiatrico per i giovani, adolescenti ma anche bambini; un'emergenza nell'emergenza.

Quali risposte i servizi sanitari possono dare oggi per affrontare un picco cosi improvviso?

C'è la consapevolezza tra gli esperti che siamo nell'era della psichiatrizzazione dell'età evolutiva.
Se fino a dieci anni fa, la nostra attività aveva una proporzione in percentuale del 95% di interventi neurologici e del 5% di quelli psichiatrici, oggi i numeri sono completamente ribaltati con un aumento esponenziale delle richieste di supporto psicologico giovanile.

Ma il problema è che la Neuropsichiatria infantile non è pronta; in Italia non raggiungiamo neanche 100 posti letto per le acuzie psichiatriche.
E le risposte in questo settore non possono avere tempi lunghi con liste di attesa, siamo in affanno, servirebbe più personale ed una programmazione per far fronte ad una mole così alta di richieste.

L'aspetto positivo, forse, di questa emergenza è che ci ha aiutato a capire come lavorare, ad accelerare un processo di sviluppo del servizio neuropsichiatrico, è necessario strutturarlo spingendo sulla medicina territoriale nell'ottica di offrire risposte vicine alla gente senza sovraccaricare gli ospedali.

Quali sono le principali sofferenze psicologiche sui più giovani causate dal periodo che stiamo vivendo?

Le manifestazioni sono diverse per genere. Le reazioni femminili sono di tipo depressivo, con tendenza al suicidio, all'autolesionismo tramite per esempio la pratica del cutting. Nei ragazzi il malessere psicologico si traduce in comportamenti aggressivi verso gli altri, al limite della legalità con trasgressione delle regole fino ad arrivare ad atti gravi che richiedono l'intervento del Tribunale dei minori. Inoltre, abbiamo riscontrato la tendenza all'uso di sostanze, in particolare il consumo di alcol, si ritrovano al pomeriggio in compagnia ed in strada senza osservare le misure di protezione individuale.

I ragazzi non sono spaventati dal virus in circolazione?

Lo erano all'inizio, durante la prima fase dell'epidemia quando si sapeva poco del Covid.
L'atteggiamento è cambiato, è passato dalla rassegnazione alla sfida, dalla paura all'insofferenza.
Sono stanchi e fanno più fatica ora ad accettare le regole imposte.

Una sofferenza psicologica che riguarda tutti o solo chi era già fragile?

Le persone più colpite sono coloro che già avevano qualcosa di latente.
Chi è forte, soffre ma reagisce e cerca di resistere. Chi era già fragile, subisce di più il periodo che stiamo vivendo.

Ma siamo in una società di bambini e ragazzi insicuri.

Il cambiamento sociale avvenuto con l'abbandono del modello patriarcale, non sostituito da un altro modello stabile, è già da tempo un campanello di allarme, fonte di ansia. I disturbi dell'attaccamento emergono già nei bambini, soprattutto nei primi due anni di vita hanno un bisogno fisiologico di sicurezze che il nostro modello di vita oggi non restituisce.
Un genitore assente, con orari di lavoro sconvolti da turni non regolari, o con comportamenti fobici, come anche la tensione in famiglia per lutti o altri problemi legati a questo difficile periodo pandemico, possono influire negativamente su un sano sviluppo mentale del bambino.

La Didattica a Distanza ha complicato le cose?

La Dad non aiuta perché isola, in parole povere: meno si fa, meglio è. L'ambiente scolastico è vitale per gli adolescenti ed i bambini, è un punto di riferimento dove si sta insieme e ci si misura.
Socializzare significa apprendimento, è fondamentale per la crescita.

Quali consigli dare ai genitori?

Parlare molto in famiglia, ascoltare i ragazzi, i figli devono imparare a chiedere aiuto ai genitori ma devono percepire che dall'altra parte c'è una persona in ascolto.

I sintomi dello stress da pandemia vengono anche somatizzati, c'è chi sviluppa tic, chi non dorme, chi avverte dolori addominali, cefalea.
La depressione può essere anche rapida negli adolescenti, può svilupparsi in pochi giorni o con gesti di disperazione improvvisi.

Come vedono i giovani il servizio neuropsichiatrico?

Molti ragazzi non vogliono andare dal neuropsichiatra, si sentono costretti dai genitori, pensano che significhi essere pazzi.
È uno stereotipo che rappresenta un problema, perché il processo terapeutico con un ragazzo che fa resistenza e non parla può essere molto lungo.

Da qui la necessità di essere organizzati per offrire percorsi strutturati in grado di migliorare le risposte e agevolare l'alleanza terapeutica con i pazienti.

Autore
Maurizio Pincherle, Neuropsichiatra Maurizio Pincherle Neuropsichiatra
2021-03-22