Mi taglio, perché mi fa star bene. L’autolesionismo, un fenomeno in aumento.

L’esperto: "un male oscuro che si annida nella mente dei giovani, ma guarire è possibile”. In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, KOS approfondisce una problematica di stretta attualità e di forte impatto sociale, soprattutto tra i giovani, per andare oltre lo stigma.

Tagli, ferite, bruciature provocate volontariamente sul proprio corpo. Si chiama Autolesionismo, un fenomeno sempre più dilagante tra gli adolescenti e i giovani adulti che la pandemia sembra aver acuito. Lo confermano gli esperti dell’area Psichiatria del Gruppo KOS, che accolgono un numero crescente di richieste di supporto terapeutico per casi di cutting. Una tendenza diffusa tra i teenager, che rappresenta la manifestazione di un disagio più complesso, associato a malattie psichiatriche come: il disturbo borderline di personalità, disturbi dell’umore, dell’ansia e dell’alimentazione. 

“L’autolesionismo è una forma di espressione fisica di un disagio psichico crescente – conferma il dottor Adolfo Bandettini, direttore medico dell’area psichiatrica del Gruppo KOS -. Il fenomeno è aumentato con la pandemia da Covid-19: prima era presente nel 12-13% degli adolescenti e i giovani adulti, ora la percentuale è salita al 22%. Lo confermano anche i dati di ricovero di alcuni ospedali italiani, al Gaslini di Genova, per fare un esempio, il numero di episodi di ferite autoinflitte nel 2022 è di ben dieci volte superiore rispetto alla media del 2019, con una maggioranza netta di ragazze.”

Perchè i giovani compiono atti di autolesionismo?

“La risposta non può essere univoca, perché si tratta di una combinazione di fattori genetici, biologici, psichiatrici, sociali, culturali e  relazionali. Procurandosi ferite, tagli, bruciature, sanguinamenti o lividi, la persona cerca di controllare il suo dolore mentale e di gestire la condizione di instabilità emotiva, per paura di scoperchiare un vero e proprio vaso di Pandora. Inoltre, chi ne soffre mette in atto questo meccanismo contro il proprio corpo scegliendo zone difficili da vedere e poco esposte: in questo modo riesce a sfuggire a eventuali controlli da parte di famigliari e amici che rimangono all’oscuro del suo disagio”.

In cosa si differenzia dal tentativo di suicidio?

“L’autolesionismo è una condizione diversa dal tentativo di suicidio, perché è mosso da un meccanismo che porta la persona ad infliggersi un male fisico per rimuoverne uno psichico, pertanto non ha come obiettivo finale la morte. L’autolesionismo non suicidario (Nssi) è un segno di un malfunzionamento che non va mai sottovalutato, dal momento che è presente in vari disturbi psichici. L’autolesionismo è fortemente presente nel disturbo borderline della personalità, un quadro psicopatologico complesso dove il trattamento farmacologico non è sufficiente e dove è necessario associare un percorso psicoterapico specifico”

Cosa si può fare per aiutare chi ne soffre?

“Si tratta di un malessere recondito, che va manifestato, indagato senza timore del giudizio esterno, compreso e affrontato in ambito specialistico. C’è un mondo oltre la terapia strettamente farmacologica per trattare questi disturbi, non bisogna concentrarsi solo sulla cura dei sintomi, ma intervenire sui fattori scatenanti e mantenenti. Nell’ambito dei disturbi della personalità, infatti, il funzionamento della persona nell’entrare in relazione con gli altri risulta stabilmente patologico, con aspetti di rigidità, impulsività, discontrollo, alterazione cognitiva ed affettiva, perdendo la capacità di adattamento al contesto sociale e personale”. 

La storia di Rebecca: sono guarita, mi hanno insegnato ad amare me stessa

La sua è una storia segnata da bullismo e autolesionismo. Rebecca ha avuto un passato davvero difficile. Fin da bambina è stata vittima di bullismo a scuola, subendo insulti e umiliazioni da parte dei compagni. Questo trattamento ha influito pesantemente sulla sua autostima, facendola sentire inadeguata e incapace di accettare il suo corpo.

Da questi sentimenti di inadeguatezza alla messa in atto di comportamenti autolesionisti il passo è stato purtroppo molto breve. Di lì anche diversi tentativi di suicidio.

La lotta di Rebecca con l'autolesionismo è durata anni. Ha nascosto le sue ferite dai genitori e dagli amici, indossando abiti lunghi anche in estate per nascondere le cicatrici.

Una storia molto forte che potrebbe sembrare unica ma che, purtroppo, ha tratti molto comuni e diffusi tra i giovani di oggi.

Molteplici sono stati i tentativi di Rebecca di terapia e diverse anche le crisi emotive profonde finché non ha iniziato un percorso terapeutico con un ricovero presso la Clinica Specialistica Psichiatrica Villa Azzurra KOS, a Riolo Terme.

Qui ha iniziato a ricevere un supporto continuativo da psichiatri e psicoterapeuti che l'hanno aiutata a comprendere le sue emozioni, a imparare ad amarsi e ad affrontare il suo passato doloroso, con un trattamento personalizzato basato sulla Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT). Ha trovato conforto e sostegno sia nella terapia e sia nel legame con altri pazienti. Ha anche trovato aiuto in un amico di lunga data, che l'ha aiutata a superare i momenti difficili e in un rinnovato rapporto con i genitori.

Ora Rebecca sta meglio e continua il suo percorso ambulatoriale con il sostegno di un centro psicosociale di Milano (Niguarda). Ha imparato a perdonare sé stessa e gli altri, a gestire la sua emotività. Ha iniziato a lavorare e ad avere una quotidianità normale. Mette a disposizione la sua esperienza sui social media, specialmente Instagram, per supportare chi sta vivendo condizioni psichiche come la sua.

Cos’è il disturbo borderline?

I disturbi di personalità si dividono in tre gruppi principali o cluster e tra questi quello maggiormente rappresentato è il disturbo borderline della personalità (Bpd)”. Stando ai dati della letteratura scientifica ed in particolare quelli presentati dalla Società Italiana per la Dialectical Behavior Therapy (SIDBT), il Bpd affligge circa il2% della popolazione generale, fino a comprendere il 20% di tutti i pazienti psichiatrici ricoverati e il 10-15% di quelli ambulatori.

Questa patologia colpisce maggiormente le donne, che risultano essere pari ai tre quarti dei ricoveri totali.
Si tratta di uno dei disturbi psichiatrici più frequenti ha un impatto sociale e famigliare molto importante.
Chi ne soffre in genere presenta una forte instabilità nelle relazioni e nella capacità di giudizio di se, oltre a manifestare continue oscillazioni dell’umore con facilità alla disforia e di una forte impulsività.
Questo disturbo può avere origine nell’adolescenza e prima età adulta in risposta a eventi traumatici o di perdita (come abusi, violenze, la perdita del padre o della madre, o la separazione dei propri genitori), associati ad una vulnerabilità genetica.
I pazienti con disturbo borderline di personalità sono molto sensibili alle condizioni ambientali con facilità a vivere sensazioni di abbandono o trascuratezza, provando intensa paura o rabbia. Inoltre, hanno l’abitudine a modificare la loro visione degli altri bruscamente e drammaticamente, magari in seguito a una minima delusione che provano nei loro confronti.

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Zand Karimi Piruseh

Psichiatra

La Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT), un nuovo approccio al trattamento del disturbo borderline di personalità

Il Gruppo KOS è uno dei pochi gruppi sanitari che propongono un percorso di ricovero dedicato ai disturbi di personalità. In particolar modo, con la Clinica Specialistica Psichiatrica Villa Azzurra, a Riolo Terme, uno dei pochi centri dove i disturbi della personalità vengono curati con un approccio che intende superare il binomio malattia psichica-farmaco, inserendo uno specifico trattamento psicoterapeutico che punta ad intervenire sui fattori che causano i sintomi.
Il trattamento proposto da Villa Azzurra, si basa sulla Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT) ideata da Marsha Linehan, professoressa di Psicologia Clinica presso la Washington University di Seattle verso l’inizio degli anni Novanta: la Dbt riunisce psicoterapia individuale, skills training di gruppo, basandosi su un team di consultazione tra terapeuti stessi ed è scientificamente validata.
La DBT agisce prevalentemente sull’area della tolleranza alla sofferenza, sull’instabilità interpersonale e sulla disregolazione emotiva.

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Gloria Samory

Psichiatra

La terapia combina tecniche cognitivo-comportamentali con pratiche di consapevolezza e strategie dialettiche.

Si compone di quattro moduli principali:

  • Consapevolezza (mindfulness): insegna ai pazienti a coltivare la consapevolezza del momento presente e l'accettazione non giudicante dei loro pensieri, sentimenti ed esperienze. La consapevolezza aiuta le persone a distaccarsi dai modelli di pensiero negativi e dagli impulsi.
  • Regolazione Emotiva: si concentra sul potenziamento della consapevolezza emotiva e sulla gestione delle emozioni intense in modo più sano. Le persone imparano tecniche per identificare, comprendere e modulare le loro emozioni, riducendo l'impulsività.
  • Efficacia Interpersonale: si consolidano le abilità di comunicazione efficace e le relazioni. Le persone imparano come stabilire confini, esprimere bisogni e gestire situazioni interpersonali difficili mantenendo il rispetto di sé.
  • Tolleranza al Disturbo: fornisce strategie pratiche di coping per gestire situazioni angoscianti senza ricorrere a comportamenti autodistruttivi. Queste abilità aiutano le persone a tollerare emozioni e situazioni in modo più sano.

La Giornata della Salute Mentale 2023, le iniziative del Gruppo KOS

In occasione della Giornata della Salute Mentale 2023, il 10 ottobre, le strutture psichiatriche KOS attiveranno colloqui telefonici con gli esperti e organizzeranno attività aperte al pubblico.

Verranno date informazioni sulle patologie, su percorsi clinico riabilitativi e sulle modalità di accesso ai servizi.

Chiunque abbia bisogno di informazioni relative ad una patologia psichiatrica (cos'e? come si riconosce? come si cura?) diagnosticata ad un minorenne o ad un adulto o chiunque abbia bisogno di informazioni relative ad un ricovero psichiatrico di tipo riabilitativo potrà chiamare in struttura e richiedere un colloquio in forma riservata e anonima.

Colloqui telefonici, in forma riservata e anonima

Sono previsti nelle seguenti strutture:

Istituto Neuroscienze, Roma - LAZIO

Evento: full immersion nella salute mentale. L’equipe di professionisti KOS, con la collaborazione degli utenti dei reparti di degenza e del servizio ambulatoriale della struttura, ha selezionato gli argomenti di maggior interesse per la sensibilizzazione e la divulgazione delle informazioni necessarie a ridurre lo stigma:

  • l’importanza di chiedere aiuto
  • riconoscere i campanelli d’allarme
  • l’isolamento come causa e conseguenza della salute mentale
  • la comunicazione disfunzionale
  • l’autosabotaggio nei piccoli gesti di vita quotidiana
  • la dispercezione corporea
  • conoscere il disturbo alimentare
Istituto Neuroscienze Neomesia Istituto Neuroscienze Neomesia Roma (RM)

La giornata si chiuderà con il corso di Mindfulness, tenuto dal dott. Luca Senni, psicoterapeuta cognitivo comportamentale e referente di area psicologica in clinica. La ricerca scientifica evidenzia come la meditazione di consapevolezza sia uno strumento efficace per il benessere psicologico all’interno di un cambiamento di stile di vita che promuova la salute mentale e fisica.
Il corso (gratuito, aperto a tutti, della durata di circa un’ora) è finalizzato ad approfondire questa tecnica con un protocollo specifico per la gestione dello stress e dell’ansia ed è aperto a tutti quelli che vogliono conoscere la mindfulness e sperimentarla nella propria vita.

Data: martedì 10 ottobre 2023

Orario: 8:30 - 18:00

Luogo: presso la struttura
Programma della giornata:

  • 10:00 Sportello d’ascolto individuale
  • 11:00 Confronto psicoeducativo con l’utilizzo di materiale grafico e multimediale
  • 12:00 Pausa pranzo
  • 13:30 Sportello d’ascolto individuale
  • 14:30 Confronto psicoeducativo ed esercitazioni esperienziali
  • 16:00 Sportello d’ascolto individuale
  • 17:30 Presentazione progetto Mindfulness
Informazioni e prenotazioni: 06 41400356 - frontoffice.istitutoneuroscienze@neomesia.com.
2023-10-09