Cosa significa Mindfulness?

Se ne sente parlare spesso, una pratica meditativa che aiuta la consapevolezza del qui ed ora.

Il termine inglese mindfulness indica letteralmente uno stato di piena attenzione consapevole.

“Mindfulness significa prestare attenzione in un modo particolare: con intenzionalità, al momento presente e senza giudizio” (cit.Jon Kabat-Zinn).

La meditazione, attraverso l’ancoraggio al momento presente, genera una forma di conoscenza della realtà obbiettiva, priva di giudizio. Riportando continuamente l’attenzione a ciò che semplicemente è, risulta possibile acquisire consapevolezza del proprio modo di interpretare gli eventi.

Esistono modi diversi di praticare. Comunemente ci si siede in posizione eretta, vigile e comoda, iniziando ad osservare il proprio respiro, e cercando di notare sensazioni fisiche, emozioni e pensieri. Quando la nostra attenzione si sposta dal respiro e va altrove, si prova a tornare gentilmente alla contemplazione del respiro. Questo movimento circolare è il centro della mindfulness.

Lo stato di attenzione consapevole può essere anche ricreato tramite pratiche che prendono il nome di “informali”, e prevedono l’immersione in attività quotidiane di vario genere.

La pratica della mindfulness aumenta la nostra capacità di sentire e tollerare le emozioni, favorisce l’osservazione dei pensieri e la disidentificazione da essi; insegna a rallentare e scegliere modalità di risposta alternative alle classiche reazioni automatiche e a sviluppare capacità di non giudizio.
La mindfulness deriva dal buddhismo theravada, che prevede due tipi di pratiche meditative: la meditazione samatha, e la meditazione vipassana. La ricerca scientifica mostra come la meditazione di consapevolezza rappresenti uno strumento estremamente efficace per la promozione del benessere psicologico e – nella forma di appositi protocolli – per il trattamento di alcune specifiche patologie.

La mindfulness si dimostra efficace nel migliorare le strategie di gestione del disagio in pazienti affetti da dolore cronico; alleviare le sofferenze di tipo fisico e psicologico in individui con patologie cardiovascolari; gestire la difficile esperienza di un trapianto di organo o di traumi cerebrali; migliorare la qualità della vita di persone affette da tumore.

La pratica meditativa sembra inoltre avere un effetto protettivo: sul sistema immunitario; rispetto al possibile insorgere di ipertensione e di malattie legate all’invecchiamento e nel trattamento dei disturbi del sonno.
Un ulteriore filone di ricerca, infine, ne dimostra l’efficacia come fattore di rinforzo della terapia antivirale in pazienti affetti da HIV.

Dott. Luca Senni
Psicologo - Psicoterapeuta Gruppo KOS

2023-11-07