Prosegue lo studio multicentrico promosso da Neomesia che si propone di definire il ruolo della solitudine nell'insorgenza dei Disturbi Alimentari. La pandemia da SARS-COV-2 ha fatto da catalizzatore per alcuni aspetti precedentemente risultati significativi nella genesi e nel mantenimento di disturbi psichiatrici quali, ad esempio, la carenza di supporto sociale e l’isolamento. Già durante il primo lockdown del marzo 2020, alcuni ricercatori avevano ipotizzato che le misure di contenimento della diffusione del virus avrebbero potuto causare un aggravamento dei sintomi tra i pazienti in trattamento. In effetti, dai risultati preliminari delle ricerche finora pubblicate, sembra che il lockdown e le misure di distanziamento sociale siano state un pabulum ottimale per i DA essendo implicate in un peggioramento del decorso nei pazienti in trattamento, nelle ricadute nel disturbo in pazienti in remissione e nell’insorgenza di nuovi casi.

Gli aspetti interpersonali nei DA sono stati meno studiati rispetto ai fattori emotivi e cognitivi e possono avere un ruolo predisponente, precipitante e di mantenimento nella psicopatologia alimentare.

Nei DA diversi fattori psicologici rinforzano le modalità di pensiero e i comportamenti tipici di queste patologie, per esempio: il bisogno di controllare cibo e peso in modo rigido ed estremo, le abbuffate e i metodi di compenso, la valutazione di sé estremamente influenzata da cibo e peso. Altri aspetti ritenuti importanti sono le difficoltà nell’interazione interpersonale, nella gestione delle proprie emozioni e nel riconoscere gli stati d’animo altrui.

Valutare il vissuto di solitudine, le caratteristiche e le problematiche emotive e interpersonali che i pazienti presentano, potrebbe aiutare a capire come modificare i trattamenti esistenti e migliorare la pratica clinica, sia per chi partecipa, sia per coloro che saranno ricoverati nei prossimi anni.

Nello specifico, la ricerca si propone di approfondire il vissuto della solitudine, la capacità di provare empatia e di riconoscere, distinguere, etichettare e gestire le emozioni proprie e degli altri nonché le problematiche interpersonali.

Lo studio cercherà inoltre di comprendere se le caratteristiche psicologiche tipiche nei pazienti affetti da DA, o che frequentemente si riscontrano in chi ne soffre (in particolare la depressione), e il vissuto di solitudine abbiano qualche relazione con l’utilizzo dei social media.

L’arruolamento dei pazienti sta procedendo come da programma, al momento sono state inserite poco più 100 valutazioni e ci proponiamo nei prossimi tre mesi di arrivare ai 150 casi previsti per avere una numerosità campionaria adeguata per le analisi statistiche.

I risultati preliminari della ricerca saranno presentati il 23 giugno 2022 al Congresso della Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI) a Roma in un simposio dal titolo “Emozioni e relazioni interpersonali nei disturbi dell’alimentazione: ruolo psicopatologico e terapeutico” al quale parteciperanno le Dott.sse Patrizia Todisco e Barbara Mezzani e i Dott. Paolo Meneguzzo e Luca Maggi.

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Credits foto Foto di Adrienn da Pexels

2022-03-03