L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la Comorbidità o Doppia Diagnosi la coesistenza nel medesimo individuo di un disturbo dovuto al consumo di sostanze psicoattive ed un altro disturbo psichiatrico.

Generalmente, la relazione tra una sintomatologia correlata al disturbo psichiatrico di un individuo e quella relativa ad una Dipendenza Patologica può essere di vario tipo.
Da un lato, la dipendenza può manifestarsi come conseguenza di una problematica psichiatrica (solitamente l’impiego della sostanza può rappresentare una sorta di automedicamento/autoterapia), il soggetto tenta di curare il proprio disturbo mentale da solo e l’utilizzo della sostanza (o dipendenza comportamentale) subentra in un secondo momento.
Dall’altro, l’impiego della sostanza (o della dipendenza comportamentale) può precedere, causare o slatentizzare una sintomatologia psichiatrica indotta da uno stato di intossicazione, da una crisi di astinenza o dagli effetti persistenti del consumo prolungato della sostanza. Infine, disturbo mentale e dipendenza patologica possono coesistere parallelamente e non necessariamente influenzarsi, in una causalità del tutto indipendente.

I disturbi mentali più frequentemente in comorbidità con le dipendenze patologiche sono i Disturbi dell’Umore, prevalentemente soggetti affetti da Disturbo Bipolare, ed i Disturbi di Ansia.

Il trattamento delle Doppie Diagnosi prevede necessariamente un trattamento integrato multi-step che preveda una prima fase di disintossicazione/disassuefazione e prevenzione rischio di astinenza e craving; una seconda fase di trattamento del disturbo psichiatrico in comorbidità; una terza fase di lavoro sull’aspetto motivazione al mantenimento dell’astensione dalla dipendenza, interventi psicoeducazionali mirati al disturbo mentale e alla dipendenza patologica, volti all’identificazione dei principali segni di ‘allarme’ di ricaduta e prevenzione di uno scompenso.

Monica Marchini

Psicologa

I nostri Centri ai quali rivolgersi