In Italia si contano quasi nove milioni di consumatori di alcool a rischio, un sesto dei quali è in età adolescenziale. Del resto la dipendenza da alcol rappresenta il primo fattore di rischio per la salute in Europa, dopo il fumo e l’ipertensione.

Le condotte patologiche alcol-correlate. Il rapporto patologico con l’alcool può essere episodico, di abuso, o dipendente.
L’uso episodico e smodato di bevande alcoliche, chiamato binge drinking, è una modalità di consumo particolarmente diffusa nelle fasce di popolazione giovanile (alcolismo giovanile), e consiste in un consumo eccessivo di alcol concentrato in un arco ristretto di tempo.
Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, il DSM-5, unisce le categorie di abuso e dipendenza nel disturbo da uso di sostanze: queste condotte si configurano infatti come patologiche, poiché gravano pesantemente sulla salute psico-fisica di un individuo, e sulle sue capacità di funzionamento su più aree, quali quella relazionale, familiare, scolastica o lavorativa, fino a trascinare colui che ne è affetto verso un generale degrado personale e sociale.

Le cause dell'alcolismo

Le principali cause dell’alcolismo sono legate a fattori genetici, ambientali e psicologici.
L'abuso di alcol in età precoce può facilitare l’espressione di geni che aumentano il rischio di sviluppare l’alcolismo: nei figli di alcolisti, la probabilità di sviluppare una dipendenza è maggiore del 30% rispetto alla popolazione generale.
I fattori ambientali giocano un ruolo altrettanto determinante: vivere in famiglie dove un genitore è alcolista facilità lo sviluppo di comportamenti di abuso nei figli. Il degrado sociale, il basso livello culturale, e la frequentazione di compagnie instabili, coagulate attorno al tema della dipendenza da sostanze possono giocare un ruolo determinante nel cedimento verso condotte di abuso, preludio della dipendenza.
Le cause psicologiche sono altrettanto importanti: l’alcol viene utilizzato impropriamente, come modulatore emotivo da coloro che soffrono di un disturbo d’ansia, di depressione, o di patologie psichiatriche dello spettro bipolare, psicotico, o post-traumatico.

I danni dell'alcolismo

Gli effetti dell’alcolismo sono gravi, e si manifestano principalmente sul cervello, sul fegato, sul sistema cardiovascolare, su quello gastroenterico e sul metabolismo in generale.
Chi ha una dipendenza da alcol ha infatti un’aspettativa di vita minore di 12 anni rispetto alla media della popolazione generale. I decessi causati da patologie alcol-correlate ammontano in Italia a 43.500 morti all’anno.
Colui che abusa di alcol è maggiormente predisposto a sviluppare infortuni in ambiente domestico, sul lavoro, ed incidenti della strada, o a vivere relazioni conflittuali in famiglia, e manifesta con più facilità episodi di violenza domestica, o condotte antisociali: il 40-50% degli omicidi è associato ad un abuso alcolico, il 40% delle aggressioni e il 50% degli stupri.

Restringendo l’attenzione all’ambito neuropsichiatrico, si può aggiungere che l'alcol ha un effetto depressivo sul Sistema Nervoso Centrale.
Gli effetti principali di questa inibizione sono i deficit di attenzione, memoria e concentrazione, con alterate capacità di giudizio, e diminuzione dei livelli di autocontrollo: numerosi incidenti stradali sono certamente correlati all’abuso alcolico.
Nel lungo termine, l'abuso alcolico comporta indebolimento cognitivo e deterioramento delle funzioni intellettive, che può arrivare alla demenza.
L'alcolismo abituale, peraltro, facilita e peggiora le conseguenze vascolari di incidenti cerebrali quali ictus ed episodi acuti centrali potenzialmente letali, e comunque capaci di gravi conseguenze sull'autonomia individuale.
L'effetto tossicologico dell'alcolismo può coinvolgere anche il Sistema Nervoso Periferico, motivo per il quale numerosi alcolisti soffrono di difficoltà nella deambulazione e nella coordinazione motoria legate alla polineuropatia alcool-correlata.

Alcolismo e salute mentale

L’alcolismo può comportare il deterioramento delle funzioni cognitivo-intellettive, e soprattutto delle capacità volitive, di critica e di giudizio: la vita psichica del bevitore abituale s'impoverisce, e diventa popolata da pochissimi interessi, relativi per lo più alla centralità della condotta alcol-correlata, con l'esclusione delle problematiche relative alla famiglia, alle relazioni, allo studio e al lavoro, che vengono invece percepite come possibile fonte d'angoscia.
Una delle conseguenze più dirette della dipendenza da alcol è la paranoia alcolica, caratterizzata dall’auto-referenzialità persecutoria.
Il pensiero paranoico dell'alcolista e l'indebolimento delle sue capacità di giudizio pòssono esitare in costruzioni deliranti di nocumento, o di gelosia, alla base di comportamenti aggressivi come lo stalking, o di condotte aggressive etrodirette.

L’alcolismo, inoltre, peggiora significativamente la prognosi delle patologie psichiatriche con le quali sopraggiunge in comorbidità, come nel caso dei disturbi dello spetto ansioso, di quello bipolare e psicotico, e delle condizioni involutive.
Lo stesso accade nel disturbo da uso di sostanze: l’uso di eccitanti, come la cocaina, il crack, le amfetamine, o gli allucinogeni, comporta il ricorso all’alcol per contenere gli stati di eccitamento psicofisico indotti dalla sostanza stupefacente, il che esita sovente in una doppia dipendenza.

Talvolta succede l’esatto contrario, vale a dire che taluni fanno ricorso ad una sostanza stupefacente eccitante per contrastare gli effetti sedativi dell’alcol, usato in maniera smodata, o a stimolanti l’erezione al fine di combattere l’impotenza secondaria all’eccesso alcolico, tanto che farmaci di questo tipo sono diventati anch’essi oggetto di commercio illegale e di spaccio.
Come accade con altre droghe, anche l'alcool può indurre, oltre ai deliri persecutori, anche dei veri e proprio cedimenti psicotici della vita psichica di stampo paranoide, con manifestazioni deliranti-allucinatorie gravi.

Trattamento della dipendenza da alcol

La dipendenza si configura quando la cessazione dell’uso di alcol comporta una sindrome d’astinenza, che nelle forme gravi di alcolismo cronico, e nella sospensione acuta e non controllata, può indurre anche pericolose crisi epilettiche, o può manifestarsi come delirium tremens, vale a dire sotto forma di un profondo stato di confusione mentale, potenzialmente letale, caratterizzato da delirio dermatozoico ed allucinosi alcolica.
Ogni programma di recupero necessita, come primo intervento, di una disassuefazione dalla sostanza alcolica, senza la quale le autorità sanitarie territoriali perdono di efficacia.
ll programma PinAlcol per il trattamento della dipendenza da alcol si propone come obbiettivo la disassuefazione alcolica rapida in un contesto clinico controllato, e si articola in tre fasi, ciascuna della durata di due settimane, delle quali la prima e l’ultima vengono effettuate in regime di ricovero.

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